Itinerari turistici - Religiosi
terminale
Itinerario Benedettino
immagine Itinerario Benedettino
Clicca per ingrandire
L'Itinerario Benedettino è costituito da antiche chiese ed abbazie situate nei dintorni di Narni, si può partire da Schifanoia, proseguire per Visciano, Taizzano e giungere finalmente all’Abbazia di San Cassiano, uno dei monumenti più significativi del monachesimo benedettino della Bassa Umbria. L’attuale chiesa di San Michele Arcangelo sorge al posto di un’altra più antica, accanto ad un piccolo monastero e presenta caratteri di grande vetustà nell’insolita pianta e nella disposizione dei singoli elementi architettonici; essa ha origine, secondo la tradizione locale, da un antico culto di S. Michele Arcangelo che qui avrebbe sostato. Il fabbricato è piuttosto lungo e costituito da due corpi che si incontrano in un punto centrale formando un angolo ottuso .La facciata è provvista di un grande portale ad arco a tutto sesto a ghiera eccentrica con in alto una finestra tonda alla maniera dei rosoni delle chiese medievali.
L’ambiente interno è in salita e ha forma di trapezio irregolare, con le pareti divaricanti e asimmetriche fino al grande arco che separa la costruzione, costituita da tre ambienti: l’aula abbaziale, il corridoio di collegamento e la chiesa propriamente detta. Tutti questi ambienti sono dipinti con affreschi; quelli dell’aula abbaziale, databili tra il XIII e il XV secolo, raffigurano l’ascensione al cielo di Gesù.

Non lontano da Schifanoia sorge l’antica S. Maria di Visciano, poi Santa Pudenziana, è una chiesa facente parte di un antico monastero situata nella campagna narnese attraversata dalla Via Tiberina. Colpisce l’alto campanile ricavato dai resti di una torre medievale, la facciata ha in alto una finestrina con arco a pietra bianca e nera e a destra un bassorilievo romano; un piccolo portico quadrato costituito da quattro pilastri di mattoni , alternati con quattro colonne romaniche e sormontati da un tetto in cotto completa l’esterno. L’interno è a tre navate divise da colonne e pilastri che sostengono arcate a tutto sesto e presbiterio sopraelevato con ciborio sovrastante l’altare costituito da quattro colonne che sostengono un baldacchino tutto di pietra. Affreschi del XIII e del XV secolo decorano le pareti e i pilastri.

Dalla chiesa di S. Pudenziana è possibile arrivare a piedi a quella di S. Martino, oppure direttamente da Taizzano in auto, seguendo le indicazioni stradali. Il pronao è costituito da due bellissimi archi concentrici. Attraversato un piccolo vano, che forse formava una specie di nartece, c'è un secondo portale, ornato da una semplice cornice. E' chiara l'impostazione dell'architettura narnese: l'arco ribassato, che poggia su colonne dai capitelli ornati da foglie semplici, scolpite, e da volute che richiamano i capitelli di S. Maria Impensole. L'altare centrale di stile longobardo è la copia dell'originale.

Sempre percorrendo la Via Tiberina è possibile raggiungere l’antica Abbazia di Sant' Angelo in Massa di Taizzano, ceduta ai benedettini nel 996 e divenuta poi titolo di abbati commendatari.

Alla chiesa si accede attraverso un portico rinascimentale costituito da sei pilastri in pietra, che sorreggono archi a tutto sesto, la torre campanaria è una costruzione medievale con una merlatura posticcia. L’interno della chiesa è a tre navate con colonne di pietra che sostengono archi a tutto sesto, l’altare è di marmo del tardo rinascimento, voluto dal vescovo Cesi che fece costruire in fondo alle navate laterali le cappelle con portali di marmo pregiato. In quella di sinistra è conservata una tela del narnese Michelangelo Braidi del 1595 rappresentante la Natività.

Venendo da Taizzano verso Narni, giunti al ponte che attraversa il Nera, sulla sinistra è impossibile non notare l' Abbazia di San Cassiano.Secondo alcuni studiosi è un po’ come la culla dell’ordine benedettino nella zona di Narni e sembra che da essa abbiano avuto origine i diversi monasteri sparsi per il territorio e di cui abbiamo ancora testimonianza.

L’abbazia fortificata e protetta da mura merlate, è costituita oltre che dalla chiesa sormontata dal campanile con la cuspide a forma di piramide quadrangolare, da un complesso di fabbricati un tempo ad uso dei monaci ed oggi a disposizione dei pellegrini che qui possono sostare e raccogliersi in preghiera.

I lavori di restauro hanno restituito la chiesa quasi alle sue linee originarie, si è infatti scoperto che era inizialmente a croce greca con al centro le quattro arcate più ampie e con tre absidi, una delle quali è ora occupata dal campanile. La facciata ha un bel portale con pilastri e archi concentrici, manca l’affresco della lunetta, ma è stata ricostruita la trifora e tre aperture ovali in alto. All’interno le braccia della croce greca si aprono con arcate ad ampio respiro a tutto sesto e poggiano su colonne marmore e ornate di basi e capitelli eleganti.

 
Itinerario Francescano
immagine Itinerario Francescano
Clicca per ingrandire
Le fonti attestano la presenza di San Francesco nel territorio narnese intorno all’anno 1213, nel corso del viaggio apostolico intrapreso dal Santo nell’Umbria Meridionale. Per seguirne le tracce si può partire dalla Chiesa di San Francesco nel centro storico di Narni, edificata dopo il 1226 nel luogo dove il Santo aveva dimorato e raccolto una piccola comunità di frati. La facciata si presenta con un ricco portale ad archi concentrici sormontato da una nicchia, trasformata in epoca successiva, ma che conserva le due colonnine originali. L’interno della chiesa è a tre navate, divise da pilastri cilindrici affrescati che sostengono arcate di ampio respiro. L’abside è poligonale con volta a vela e sul fondo si apre un finestrone a trifora la cui vetrata è in corso di ricostruzione.

Sulle navate laterali si aprono cinque cappelle, la prima a destra è quella degli Eroli dalla tipica architettura gotica, decorata con affreschi che si ispirano ai soggetti di Giotto di Assisi ed attribuiti al Mezzastris. Numerosi gli affreschi del ‘300, ‘400 e ‘500, sia sui pilastri che nelle cappelle. Di particolare interesse è la Sacrestia con le pareti e la volta affrescate da Alessandro Torresani con scene che raffigurano l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, le Nozze di Cana e il Redentore.

Proseguendo il suo viaggio San Francesco giunse nei pressi di S.Urbano ed è qui che sorge uno dei santuari più autentici del francescanesimo, non solo perché fu lo stesso Santo a fondarlo, ma anche per il misticismo, la poesia, la pace che questo luogo ispira. Per raggiungere “Lo Speco” di S. Francesco si prende la strada per S. Urbano, la si percorre per circa 13 Km fino al bivio per “Lo Speco”, si prosegue poi per altri 3 Km. E’ possibile giungervi anche con il pullman.

Il complesso è costituito da un piccolo chiostro, fatto costruire da San Bernardino da Siena nel ‘400, su cui si affacciano le finestrine del dormitorio nella parte centrale e l’ingresso del refettorio sulla destra; di lato si apre la Cappella di S. Silvestro, con affreschi del ‘300 e da questa, passando per uno stretto corridoio, si giunge al pozzo, citato nei Fioretti e da Tommaso da Celano, da cui fu attinta l’acqua che San Francesco malato trasformò in vino. Una piccola chiesa costruita alla fine del 1500 è annessa al convento e vi si accede anche dall’esterno del chiostro. Uscendo dalla parte dell’orto si sale verso la Cappella di San Francesco, una cella dove sono conservati i legni che furono il giaciglio del Santo malato. Sulla sinistra una grande fenditura nella roccia è “Lo Speco” il luogo preferito dal Santo per ritirarsi in preghiera, di fronte il grande castagno che, narra la tradizione, nacque dal bastone che S. Francesco piantò in terra. Il convento è ora un eremo con orari e regole da rispettare, la S. Messa viene celebrata alle ore 11.00 e alle ore 17.00 nei giorni festivi e alle ore 17.00 in quelli feriali. Le visite al chiostro e agli annessi sono possibili dalle ore 8.00 alle ore 11.30, dalle ore 15.00 alle ore 15.45 e dalle ore 17.45 alle ore 19.00. Il percorso francescano prosegue verso Stroncone, dove poco fuori le mura sorge il convento di San Francesco fondato dal Santo nello stesso anno dello Speco di Narni, il 1213. Da Stroncone, percorrendo un sentiero che la tradizione popolare vuole conservi i segni del passaggio di San Bernardino, si giunge alla “Croce di Ruschio”, da dove si può ammirare la Valle Reatina e le alture che la circondano, dove sono situati quattro Santuari francescani tra i più importanti: Greccio dove nel 1223 S. Francesco diede avvio alla tradizione del Presepe, La Foresta, Fonte Colombo e Poggio Bustone.

Recentemente è stato predisposto un itinerario sulle orme dei primi martiri francescani.

 
Itinerario Mariano
immagine Itinerario Mariano
Clicca per ingrandire
Il Percorso Mariano parte dal Centro Storico di Narni, precisamente dalla Chiesa di Santa Maria Impensole, così chiamata perché costruita “in pensilis”. La costruzione o ricostruzione è del 1175 e poggia su un preesistente edificio di culto. L’esterno si presenta con un piccolo portico ad arco ribassato, sostenuto da colonne frammentarie e portali ornati da fregi floreali e viticci a cui si aggiungono figure di animali simbolo: l’agnello, il leone, l’aquila e il pavone. Il portale centrale è sovrastato da un medaglione in cui è scolpita l’immagine di un santo, forse San Benedetto. L’interno è a tre navate, divise da due file di colonne che sostengono l’arco ribassato caratteristico dell’architettura narnese, la copertura è a capriate e la piccola abside è costruita a sbalzo, al centro è collocata una statua dell’Assunta risalente al sec. XVII.

C’è un unico altare in pietra, con mensa di notevoli dimensioni sostenuta da sei pilastrini. Tracce di affreschi del XIV e XV sec. sono presenti alle pareti. Interessanti i sotterranei della chiesa. Una tappa fondamentale di questo itinerario è costituita dal Santuario della Madonna del Ponte che sorge nelle vicinanze del Ponte di Augusto ed è stato costruito intorno ad una grotta, ricavata dai resti delle arcate che sostenevano la Via Flaminia.

Nella grotta fu ritrovata nel 1714 un'immagine della Madonna col Bambino che in breve divenne meta di pellegrinaggi, tanto che si affidò all'architetto G. Battista Giovannini, detto il Battistini, il progetto per la costruzione della Chiesa, che venne consacrata nel 1724.
Il nucleo centrale è costituito dalla Cappella che racchiude la grotta, ornata di statue e stucchi che rappresentano le figure dei Santi che vincono sul demonio e su tutti domina la Madonna. Discrete le tele degli altari laterali dedicati a San Giuseppe, quello a destra, e alla Beata Lucia da Narni, quello a sinistra.

Nella grotta, oltre all'immagine della Madonna col Bambino circondata da ex-voto, sono visibili altri affreschi che risalgono al XIII secolo e sono probabilmente opera dei monaci dell'abbazia di San Cassiano. La festa della Madonna del Ponte si celebra l'8 settembre con una Messa solenne officiata dal Vescovo ed una serie di manifestazioni legate alla tradizione locale. Ancora intorno alla scoperta di un'immagine sacra è sorta una Chiesa dedicata alla Madonna. Si tratta di Santa Maria della Quercia così chiamata perché è stata costruita nel 1614 a seguito del ritrovamento di un bassorilievo di marmo, raffigurante la Madonna, inserito in un tronco di quercia.

L'edificio è vasto, ad una sola navata, davanti all'abside sorge il tabernacolo con il tronco di quercia nel quale è inserito il bassorilievo in marmo bianco e databile intorno al 1400. L’altare è in muratura ornato di un paliotto di legno che sostiene il tabernacolo, pure di legno, scolpito e dorato. Alle pareti si aprono quattro cappelle, tre contengono apprezzabili tele del XVII secolo e nella quarta, in una nicchia, è conservata una statuetta scolpita nel legno raffigurante la Madonna col Bambino di particolare pregio. Nella chiesa sono presenti altre tele che meritano di essere visionate.

Corsa all'Anello
terminale
Galleria Foto
terminale
Parco fluviale delle Gole del Nera
Parco fluviale delle Gole del Nera
Galleria Video
terminale
immagine video
play video