Corsa all'Anello
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Corsa all'anello
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La nascita della festa che connota la nostra città si perde nei meandri della storia. Solo grazie al riordino degli statuti avvenuto nel 1371 si ha notizia certa della "Corsa all’Anello". Le festività in onore del Santo Patrono Giovenale duravano tre giorni e prevedevano riti e ludi che riunivano in città le autorità religiose e comunali, i rappresentanti dei Castelli sottoposti alla giurisdizione della città. Le autorità comunali organizzavano manifestazioni e gare varie esaltando così l’abilità dei giovani narnesi che dimostravano la loro preparazione nella difesa della città contro chiunque attentasse alla sua libertà. Tre giorni prima della festa del patrono, il 3 maggio, il "Dominus Vicarius" faceva leggere il "Banno" con il quale si invitavano i giovani dei tre Terzieri cittadini a gareggiare e tutto il popolo a festeggiare in onore di San Giovenale. Dopo aver reso omaggio nella Cattedrale alle spoglie del Santo, il popolo si radunava nella Piazza dei Priori, da dove partivano a turno ed in ordine d’importanza i cavalieri dei Terzieri lanciandosi al galoppo verso l’anello cercando di infilarlo con la lancia. L’anello era posto all’inizio della Via Maggiore (oggi Via Garibaldi) ed era tenuto ad una certa altezza dal suolo da due tenui cordicelle tirate tra gli opposti caseggiati.

Ricalcando la tradizione ormai consolidata nel tempo, tutti gli anni, nelle due settimane precedenti la seconda Domenica di Maggio, Narni rivive giornate appassionate e affascinanti. Un centro storico che vede trasformarsi attraverso ambientazioni medievali di vicoli e piazze, rievocazioni e manifestazioni di natura culturale ed artistica, cortei in costume con abiti sapientemente e filologicamente ricostruiti a tal punto da sembrare quadri viventi. Accanto a ciò si aggiunge il clima rovente di una tenzone equestre che non è seconda a nessun’altra rievocazione storica italiana. L’avvenimento coinvolge tutta la città, ancora oggi agglomerato medievale arroccato, saldamente e con tenacia ardita, su di un monte ricco di verde e di strapiombi dove l’occhio ha difficoltà a saziarsi in quanto offre la natura e la storia del luogo. Per piu di quindici giorni, tra manifestazioni varie e cortei, la gente si riunisce in locande o taverne quasi a prepararsi con l’animo e la mente all’apoteosi finale: una corsa veloce e misurata nella precisione che un gruppo di cavalieri arditi affronta, perché un Terziere alla fine debba prevalere sugli altri conquistando l’anello d’argento e ne vanti gloria per l'anno intero.


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