La storia
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L'etą moderna
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Con la perdita dell’autonomia politica inizia la decadenza economica e culturale in cui si inserisce l’episodio del sacco dei Lanzichenecchi (17 luglio 1527) e la peste che questi si portarono al seguito; la città non fu distrutta, ma le perdite umane furono notevoli. Secondo alcuni autori i Lanzichenecchi furono aiutati dai ternani, da quel giorno infatti i contrasti fra le due città diventarono sempre maggiori, finchè nel 1529 Papa Clemente VII chiese di cessare le ostilità, e nel 1531, lo stesso Papa, per favorire la ricostruzione di Narni minacciò di scomunicare chiunque danneggiasse ancora la città. Negli anni successivi i superstiti avviarono la ricostruzione e alcuni cittadini illustri restituirono prestigio alla città, gli Arca, i Cardoli, gli Eroli, i Cesi e i Sacripante.

Dalla metà del seicento venne istituito il Tribunale del S. Uffizio nei sotterranei del convento domenicano di S. Maria Maggiore. Nonostante fosse stato presente fino all'Unità d'Italia, la sua esistenza era stata negata fino ai recenti studi, che hanno ricostruito il suo funzionamento.

Nel 1664 fu fondata la Biblioteca Comunale. Nel 1707 a Stifone fu iniziata la costruzione di una ferriera, che poi venne trasformata nel 1890 in centrale elettrica. Nel 1739 fu fondato il Brefotrofio di Narni, successivamente divenuto il Centro Assistenza Infanzia Beata Lucia.

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Parco fluviale delle Gole del Nera
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