La cittą - Chiese
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Chiesa di San Domenico
immagine Chiesa di San Domenico
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La storia
Anticamente si chiamava S. Maria Maggiore ed era la prima cattedrale della città, con il suo traferimento a S.Giovenale essa venne affidata ai domenicani nel 1304. Sconsacrata, nel 1867 è divenuta di proprietà comunale, oggi è diventata una moderna sala dove si svolgono convegni e concerti, alcune opere che venivano custodite qui sono state trasportate nel museo di Palazzo Eroli.



L'architettura
Oggi si presenta in una dimensione architettonica assai imponente, con un'alta torre campanaria, la facciata palesa in modo assai eloquente le varie fasi costruttive e di adattamento. Nel 1789 in seguito ad un terremoto fu demolito il portico di ingresso, del quale rimangono solo le tracce dell'appoggio delle travi. Un finestrone ha preso il posto delle tre finestre originali, simili a quelle visibili sulla facciata della chiesa di San Giovenale, elementi tipici dell' architettura narnese. Sotto c'è una lunga cornice trasversale di maschere che fanno da cariatidi, sopra la cornice, alle estremità due leoni inseriti nel muro, forse a scopo decorativo come in altri edifici della città. Nella muratura della facciata e della torre specialmente in basso si notano elementi recuparati da vecchie costruzioni romane. Sono ancora aperti due ingressi, al centro e a sinistra, mentre quello di destra è completamente murato, probabilmente dopo il 1527, infatti internamente c'è un dipinto di quell'epoca, in corrispondenza di esso. I portali degli ingressi rimasti sono sovrastati dal consueto architrave ad arco ribassato, quello si sinistra non offre particolari note di rilievo, mentre merita molta attenzione quello centrale. Esso è formato da un'ampia cornice in cui si sviluppa un disegno armonico: dai due pilastri di base, sui quali è scolpita la figura del telamone, parte un ornato a viticcio e altre figure, che sale fino al centro del portale dove è scolpita la croce, dopo avere collegato da una parte e dall'altra dodici medaglioni con le figure dei dodici Apostoli. Gli stipiti del portale presentano una smussatura con tracce di maschere ornamentali, rovinate dall'incuria e dal passaggio di carri per circa un secolo.


L'interno
L'interno è a tre navate divise da pilastri, che sostengono della arcate a tutto sesto, diverse fra loro per ampiezza, in fondo l'abside attuale, modificata nella prima metà del '600, ha fatto scomparire ogni traccia dell'archiettura primitiva, recentemente rimessa in luce, in parte, da scavi archeologici. Le cappelle sono state aggiunte nel '400, forse la prima fu quella fatta erigere dalla famiglia del Gattamelata, che è l'ultima a destra vicino la scalinata. Di fronte, quasi della stessa epoca c'è quella della famiglia Arca. Quella grande a due arcate a sinistra fu eretta nel '400 e dopo il sacco dei Lanzichenecchi fu affrescata con scene del Nuovo e Vecchio Testamento. Addossato all'ultimo pilastro sinistro si trova un bellissimo Tabernacolo di marmo scolpito, che per la sua composizione, la finezza dell'opera, potrebbe essere attribuito alla scuola di Agostino Duccio. Nel pilastro di fronte il sepolcro del giovane Gabriele Massei (1494) ultimo rampollo di quella famiglia nobile, opera di ispirazione lombarda. Sulla parete di fondo della navata sinistra c'è l'affresco della Madonna col Bambino tra S. Domenico e S. Tommaso, che viene attribuita a Matteo d'Amelia. Sulla parete laterale dalla parte opposta un frammento di affresco la Resurrezione attribuito a Lorenzo Torresani, vicino l'ingresso e sulla volta della seconda arcata ci sono una Crocifissione e un S. Martino che fanno parte di quella produzione di quella scuola Narnese che tra il trecento e il quattrocento ha lasciato ampia traccia di se. Nel 2007 sono emersi i resti dell'antica abside e della cripta databili al XII secolo. Sulla navata sinistra è stato rimesso in luce una notevole porzione del mosaico pavimentale della chiesa del VI secolo, dedicata a Santa Maria Maggiore, quando era la Cattedrale della città.

Nei sotterranei è stata rinvenuta una chiesa ipogea con cicli pittorici affrescati del XIII e XIV secolo, oltre ai locali adibiti a tribunale dell’inquisizione. In una cella i condannati lasciarono molti graffiti sul muro, tra cui nomi, date e simboli di natura alchemica e massonica.

La chiesa e i sotterranei sono visibili con visita guidata inserita nel percorso della Narni Sotterranea.


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